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Piatto di pasta alla chitarra, uno dei più tipici d'Abruzzo | © Generato da IA
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Maccheroni alla Chitarra

Tra i grandi simboli della cucina tradizionale abruzzese, i maccheroni alla chitarra occupano un posto centrale. In Abruzzo arrivano in tavola nei giorni di festa, nei pranzi di famiglia, nelle occasioni in cui la cucina diventa un gesto di condivisione e memoria. Sono una preparazione profondamente legata alla manualità domestica e alla cultura della pasta fatta in casa, una di quelle ricette che sanno accogliere con immediatezza e che permettono di entrare nel cuore più genuino del territorio.

Per chi visita borghi come Santo Stefano di SessanioPietracamela e molte località dell’entroterra aquilano, incontrare un piatto di chitarra significa scoprire una delle espressioni più riconoscibili dell’identità gastronomica abruzzese. La sua forza sta nell’equilibrio tra semplicità degli ingredienti e precisione del gesto. Farina, uova, tempo, esperienza e un attrezzo tradizionale bastano per dare forma a una pasta che da generazioni accompagna il racconto della tavola abruzzese.

L’attrezzo che dà il nome e il carattere alla pasta

Il nome deriva dalla “chitarra”, uno strumento in legno, spesso di faggio o di acero, attraversato da sottili fili d’acciaio tesi in parallelo. Su questa superficie la sfoglia viene appoggiata e pressata con il mattarello, fino a passare tra i fili e trasformarsi in lunghi maccheroni dalla sezione quadrata. È un gesto antico, preciso, quasi musicale, che nelle cucine di casa continua a mantenere intatto il suo fascino. Proprio questa lavorazione rende i maccheroni alla chitarra diversi da altre paste lunghe.
La sezione squadrata dona struttura, consistenza e una maggiore capacità di trattenere i condimenti. Al morso risultano pieni, elastici, ben presenti, con quella piacevole resistenza che rende la pasta fatta a mano così riconoscibile. La loro superficie, leggermente ruvida, accoglie il sugo con generosità e valorizza ogni preparazione della tradizione.

Quando la sfoglia incontra i fili della chitarra, nelle cucine d’Abruzzo prende forma un rito che profuma di domenica, di famiglia e di attese felici.

In Abruzzo i maccheroni alla chitarra trovano il loro abbinamento più classico nei sughi importanti della festa. Uno dei più amati è il ragù misto abruzzese, preparato con carni come agnello, maiale e vitello, lasciate sobbollire lentamente fino a creare un fondo ricco, avvolgente e profumato. È un condimento che richiede tempo e pazienza, proprio come la pasta che accompagna, e restituisce al piatto tutta la profondità della cucina appenninica. Accanto al ragù misto, una delle versioni più iconiche è quella con le pallottine, piccolissime polpettine di carne, fritte una a una e poi immerse nel sugo di pomodoro. È una preparazione molto amata, particolarmente scenografica e legata alla tavola delle ricorrenze. A completare il piatto arrivano spesso una spolverata generosa di pecorino stagionato oppure, quando disponibile, il Pecorino di Farindola, capace di aggiungere ulteriore carattere e una nota intensa profondamente territoriale.

Gli ingredienti della pasta alla chitarra:

  • 500 grammi di semola di grano duro, oppure un mix composto per metà da semola e per metà da farina 00,
  • 5 uova medie molto fresche,
  • un pizzico di sale e, se lo desiderate,
  • un filo di olio extravergine d’oliva per dare maggiore elasticità all’impasto. 

Gli ingredienti sono essenziali, ma devono essere scelti con attenzione, perché da loro dipende la qualità finale della pasta. La presenza generosa delle uova è uno degli elementi che caratterizza questa preparazione. Contribuisce al colore caldo della sfoglia, alla sua elasticità e alla consistenza piena che i maccheroni dovranno mantenere anche dopo la cottura. La semola, invece, dona struttura e una piacevole ruvidità superficiale, ideale per raccogliere il condimento. 

Come si prepara:

  • Preparare l'impasto: Su una spianatoia disponete la farina a fontana e rompete al centro le uova. Aggiungete un pizzico di sale e iniziate a lavorare gli ingredienti con una forchetta, incorporando poco alla volta la farina dai bordi verso il centro. Quando il composto comincerà a prendere consistenza, proseguite con le mani, raccogliendo tutta la farina fino a ottenere un impasto compatto. A questo punto inizia la fase più fisica della preparazione. Lavorate energicamente per almeno 10 o 15 minuti, piegando e premendo l’impasto fino a quando risulterà liscio, sodo ed elastico. La pasta deve avere una struttura ben definita, capace di reggere la successiva stesura e il passaggio sulla chitarra. Se necessario, potete aggiustare la consistenza con pochissima farina oppure con una minima quantità di liquido, ma sempre con grande misura.
  • Il riposo della pasta: Quando l’impasto sarà pronto, avvolgetelo nella pellicola alimentare oppure copritelo con una ciotola capovolta e lasciatelo riposare per almeno 30 minuti in un luogo fresco e asciutto. Questo passaggio è importante, perché permette al glutine di rilassarsi e rende la sfoglia più facile da stendere. Inoltre aiuta la pasta a raggiungere una struttura più equilibrata e uniforme. Durante il riposo, l’impasto si assesta e diventa più docile sotto il mattarello. È uno di quei tempi silenziosi che fanno parte della cucina tradizionale e che contribuiscono in modo concreto al buon risultato finale.
  • La stesura della sfoglia: Riprendete l’impasto e dividetelo in porzioni più piccole, così da lavorarlo con maggiore comodità. Con il mattarello stendete delle sfoglie rettangolari, chiamate in molte zone “palle”, con uno spessore di circa 3 o 5 millimetri. La lunghezza deve essere leggermente inferiore a quella della chitarra, in modo da appoggiare la sfoglia con precisione sui fili d’acciaio. La sfoglia deve risultare uniforme, senza parti troppo sottili o troppo spesse, perché da questa regolarità dipenderà anche la resa dei maccheroni. Lavorare bene il mattarello è parte essenziale di questa ricetta e restituisce alla pasta quella consistenza rustica ma elegante che la distingue.
  • Il passaggio sulla chitarra: Adagiate una sfoglia sui fili della chitarra e passatevi sopra il mattarello con decisione, esercitando una pressione costante. I fili taglieranno la pasta trasformandola nei caratteristici maccheroni a sezione quadrata. Dopo il passaggio, potete sfiorare delicatamente i fili con le dita, quasi come se steste davvero suonando lo strumento, per favorire la discesa della pasta nel fondo del telaio. È un momento molto suggestivo della preparazione, perché rende visibile la trasformazione della sfoglia in pasta pronta da cuocere. Ogni gesto qui conta, e proprio in questa precisione si sente la lunga esperienza della cucina abruzzese fatta a mano.
  • L’asciugatura prima della cottura: Una volta ottenuti, i maccheroni vanno disposti su un vassoio infarinato, formando piccoli nidi oppure lasciandoli leggermente distesi. È utile lasciarli asciugare per circa un’ora prima della cottura, così da far prendere loro consistenza e facilitare la tenuta in acqua. Anche in questa fase occorre delicatezza, per evitare che si spezzino o si attacchino tra loro. L’asciugatura breve aiuta la pasta a mantenere meglio la propria struttura e a restituire al morso quella piacevole elasticità che rappresenta una delle sue qualità più amate. È un dettaglio semplice, ma molto importante nella riuscita complessiva del piatto.

Come portarli in tavola? I maccheroni alla chitarra vanno lessati in abbondante acqua salata e scolati quando sono ancora ben consistenti. Una volta conditi con il ragù misto oppure con il sugo di pomodoro e pallottine, esprimono tutta la loro personalità. Il consiglio è quello di completarli con una spolverata generosa di pecorino grattugiato, così da aggiungere profondità e una nota finale intensa, perfettamente coerente con la cucina di montagna. Per chi visita l’Abruzzo, questo piatto rappresenta una chiave di lettura preziosa del territorio. Racconta la festa, la casa, il lavoro delle mani, la qualità dei grani, la pazienza della cottura lenta e il legame tra cucina e comunità. È una ricetta capace di accogliere con autenticità famiglie, coppie, gruppi di amici e viaggiatori curiosi, offrendo un’esperienza di gusto piena e memorabile.

Uno degli aspetti più affascinanti dei maccheroni alla chitarra è il suono stesso della loro nascita.
Nelle cucine tradizionali, il passaggio del mattarello sui fili d’acciaio produce un ritmo secco e riconoscibile, che per molte famiglie abruzzesi coincide con l’inizio del pranzo della festa.
È un piccolo dettaglio sonoro, eppure racchiude tutta la forza evocativa di questa pasta: prima ancora di arrivare nel piatto, la chitarra annuncia già il gusto della domenica.

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