A Castel del Monte, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ci sono sere in cui il borgo medievale sembra ricordarsi tutto. Le pietre, i vicoli, le ombre tra le case tornano a parlare la lingua delle credenze antiche, delle paure contadine e dei gesti che servivano a proteggere la vita più fragile. È da qui che nasce la Notte delle Streghe, ru rite de’ re sette sporte, uno degli eventi più suggestivi dell’Abruzzo, capace di trasformare il paese in un teatro a cielo aperto.
Chi arriva qui a Castel del Monte a metà giugno, non trova una semplice rappresentazione, ma un’esperienza immersiva che attraversa il borgo e lo risveglia. La Notte delle Streghe è la trasposizione teatrale di un antico rito castellano, tramandato oralmente per secoli e legato a una delle credenze più profonde della comunità: quella delle streghe che, nella notte, minacciavano i neonati appena nati, succhiandone la vita.
Da questo immaginario duro, arcaico e potentissimo è nato uno spettacolo itinerante che oggi richiama migliaia di visitatori e restituisce al paese una delle sue identità più riconoscibili.
Il rito delle sette sporte e la memoria del borgo.
Il nome dell’evento custodisce già il suo segreto. Ru rite de’ re sette sporte richiama infatti il percorso rituale che un tempo veniva compiuto dalle donne del paese per salvare un bambino malato. Dopo nove notti di veglia, la madre, la comare di battesimo e altre donne fidate attraversavano in processione e in silenzio sette sporti del borgo, portando con sé i panni del neonato. Giunte a un crocevia, li battevano con forza e poi li bruciavano, nel tentativo di spezzare il maleficio e allontanare la presenza della strega.
È un rito che parla di paura, ma anche di comunità, protezione e resistenza. Racconta un Abruzzo montano in cui la vita era dura, l’infanzia fragile e la sopravvivenza affidata a un intreccio di fede, superstizione e solidarietà femminile. Oggi quella memoria rivive in forma teatrale, ma conserva ancora la stessa capacità di colpire. Per questo la Notte delle Streghe di Castel del Monte resta uno degli eventi folklorici e culturali più intensi dell’estate abruzzese.
A Castel del Monte il mistero non viene messo in scena per spaventare: viene evocato per ricordare quanto profonde siano le radici di un borgo che continua a raccontarsi
Uno spettacolo itinerante dentro il borgo medievale
Dal 1996 la Notte delle Streghe prende forma come spettacolo teatrale itinerante all’interno del centro storico di Castel del Monte, uno dei Borghi più belli d’Italia. Qui il paese intero diventa scenografia, e il pubblico attraversa vicoli, archi, sporti e piazze seguendo una narrazione che nasce direttamente dal tessuto del borgo. La forza dell’evento sta proprio in questo: non esiste separazione tra luogo e racconto, tra architettura e rito, tra scena e memoria.
Il carattere stesso di Castel del Monte rendono questa rappresentazione particolarmente potente. Non state assistendo a una storia ambientata altrove. State entrando nel luogo esatto in cui quella storia è nata, è stata creduta, è stata tramandata e oggi continua a vivere in forma teatrale. È questo che rende la Notte delle Streghe così diversa da qualsiasi altra manifestazione estiva in Abruzzo.
Il Mercatino delle Streghe
La Notte delle Streghe non si esaurisce nello spettacolo. Nei giorni in cui il borgo si prepara al rito, Castel del Monte si anima con appuntamenti, incontri e con il celebre Mercatino delle Streghe, che accompagna la manifestazione con bancarelle, prodotti a tema e un’atmosfera che amplifica il carattere misterioso e insieme festoso dell’evento. Il paese si riempie di presenze, di attesa, di curiosità e di quella tensione sottile che precede le sere davvero memorabili.
Per chi visita Castel del Monte in estate, questo è anche un modo molto bello per vivere il borgo in una veste diversa, più scenica, più intensa, ma sempre coerente con la sua identità.
Un evento che racconta l’Abruzzo più profondo
La Notte delle Streghe riesce a trasformare una credenza antica in un racconto contemporaneo senza svuotarla della sua forza originaria. È uno di quegli eventi in cui il folklore continua a restare materia viva, complessa, a tratti inquieta, profondamente legata alla storia sociale del territorio. Castel del Monte, con il suo passato pastorale, il suo impianto fortificato e il suo paesaggio d’altura, è il luogo perfetto per custodire e restituire tutto questo. Vi porta dentro un Abruzzo che non ha paura di raccontare le proprie zone d’ombra, perché sa che anche lì si conserva una parte importante della sua identità.