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Alcuni sentieri non si limitano a salire, ma sembrano portarvi indietro nel tempo, fin dove la roccia si fonde con la leggenda: Montebello di Bertona è il luogo dove questa magia accade ogni giorno. Arroccato su uno sperone che domina la Valle del Tavo, a oltre 600 metri di altitudine, il borgo funge da sentinella avanzata del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Qui, nella Valle del Tirino, l’Appennino Abruzzese si mostra nel suo volto più selvaggio e primordiale, offrendo un’esperienza di vacanza in montagna che è un inno alla verticalità e alla storia dell'uomo.

Il vostro sguardo verrà subito catturato dall’imponente profilo del Castello, che sorge sul punto più alto del borgo, una cresta calcarea che sembra sfidare la forza di gravità. Passeggiare per le vie di Montebello significa percorrere un labirinto di pietra dove ogni dettaglio, dalle antiche porte d'accesso ai resti delle mura, racconta di un passato medievale fiero e inespugnabile. La vera anima del paese risiede nel suo legame viscerale con la montagna che lo sovrasta: il Monte Bertona. Questa cima va vissuta come una meta per escursionisti e come un luogo mistico dove sono stati rinvenuti resti di un antico insediamento vestino, rendendo ogni trekking un vero e proprio viaggio nell'archeologia d'alta quota.

Outdoor, sentieri e panorami

Per chi vive di outdoor, Montebello di Bertona è un campo base d'eccezione. Da qui partono sentieri che si addentrano verso l’Altopiano del Campo Mirabello, una distesa d'alta quota che regala panorami mozzafiato sulla catena del Gran Sasso e, nelle giornate più nitide, fino alle acque luccicanti dell'Adriatico.
È il paradiso della mountain bike e del trekking, dove il silenzio dei boschi di faggio è rotto solo dal richiamo dei rapaci che nidificano sulle pareti rocciose. N

Un ragazzo durante l'arrampicata a Montebello di Bertona | © Pixabay

Sapori, tradizione e turismo lento

Visitare Montebello significa anche scoprire un'eccellenza che ha conquistato i palati di tutta la regione: la Pecora alla Callara o Cottora. In questo borgo, la tradizione culinaria legata alla pastorizia è un rito sacro, un sapore deciso e profondo che racconta la fatica e la gioia della vita in quota.

Uno dei più famosi piatti abruzzesi: pecora alla cottora | © Generato da IA

Qui il turismo lento non è una scelta, ma il modo più naturale per abitare il paesaggio: fermarvi a parlare con gli artigiani locali, assaggiare il miele di montagna o semplicemente osservare il tramonto che infuoca le rocce del Bertona. Alla fine della giornata, la sensazione è quella di aver trovato un equilibrio perfetto: quello di un borgo che, pur restando saldo sulla sua roccia, sa farvi volare altissimo.

Una delle particolarità più affascinanti di Montebello di Bertona è la presenza delle Tholos, piccole costruzioni in pietra a secco dalla forma essenziale e perfetta, usate per secoli dai pastori come riparo temporaneo. Sono uno dei segni più intensi della cultura della transumanza e, viste da vicino, raccontano con grande semplicità quanto il paesaggio di queste montagne sia stato modellato dall’ingegno umano tanto quanto dalla natura.

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